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Economia Albania
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Economia Albania

L'Albania non è un paese ricco per gli standard europei e sta attualmente compiendo la difficile transizione verso un'economia di mercato. La caduta del regime politico comunista del 1990 è infatti avvenuta più tardi e in modo più caotico rispetto agli altri paesi dell'Est europeo ed è stata caratterizzata da un massiccio esodo di rifugiati verso l'Italia e la Grecia nel 1991 e nel 1992. I primi tentativi di riforma cominciarono all'inizio del 1992, dopo che il valore reale del PIL era diminuito di oltre il 50% rispetto al picco del 1989.

Il governo, democraticamente eletto ed insediato nel 1992, lanciò un ambizioso programma di riforme per arrestare il decadere dell'economia e instradare il paese verso un'economia di mercato. Gli elementi chiave della riforma comprendevano la liberalizzazione del sistema dei prezzi e degli scambi, un consolidamento fiscale, un più serrato controllo sulla politica monetaria e una rigorosa politica delle entrate. Questi cambiamenti erano supportati da un ampio pacchetto di riforme strutturali, che comprendevano la privatizzazione, la creazione di imprese, riforme nel settore finanziario e la creazione di un quadro legale per l'economia di mercato e le attività del settore privato.

La maggior parte dei prezzi furono liberalizzati. Furono privatizzate la maggior parte delle imprese di stato, delle piccole industrie, delle società cooperative agricole, come pure le imprese medie e piccole. A partire dal 1995, il governo iniziò a privatizzare le grandi imprese di stato, mantenendo però il controllo delle ferrovie di stato, su cui vennero investiti grandi capitali per il rilancio.

I risultati degli sforzi del Sistema Albania furono inizialmente incoraggianti. Dietro il settore trainante dell'agricoltura il PIL (prodotto interno lordo) crebbe di circa l'11% nel 1993, dell'8% nel 1994 e di più dell'8% nel 1995, con la maggior parte di questa crescita nel settore privato. L'inflazione annua cadde dal 25% del 1991 a percentuali ad una sola cifra. La moneta albanese (il Lek) si stabilizzò. L'Albania divenne meno dipendente da aiuti alimentari esterni. La rapidità e il vigore della risposta imprenditoriale privata alle aperture e alla liberalizzazione fu maggiore delle aspettative.

A partire dal 1995, tuttavia, il progresso si arrestò. Un indebolimento nella risoluzione del governo a continuare le politiche di stabilizzazione in occasione delle elezioni del 1996 contribuì al rinnovarsi della pressione inflazionistica, che raggiunse il 20% nel 1996, spinta anche dal deficit superiore al 12%.

Il collasso sociale ed economico e del sistema finanziario agli inizi del 1997 portò il fallimento della Banca statale Agricola Albanese e della Banca statale Commerciale Albanese. Un regime finanziario viziato dalla creazione di schemi piramidali speculativi finanziari e da trafficanti usurai che avevano attirato depositi di una parte notevole della popolazione, diede origine a disordini che causarono più di 1500 morti, una diffusa distruzione di proprietà pubblica e privata con una caduta dell'8% del PIL e l'esplosione dell'inflazione al 50%. Il valore della moneta albanese durante la crisi del 1997 diminuì della metà, prima di salire nuovamente nel gennaio del 1998 alla quota di 143 lek per un dollaro. Il nuovo governo (insediato nel luglio del 1997), fu costretto ad adottare energiche misure per ristabilire l'ordine pubblico e rivitalizzare le attività economiche e il commercio.

Nel 1998 l'Albania si riprese dalla crisi del sistema.

Il 1999 fu caratterizzato dalla conflitto fra NATO e Serbia (allora Repubblica Federale di Jugoslavia) per la questione del Kosovo. Molti aiuti economici vennero stanziati dalla comunità internazionale per aiutare il Governo albanese a sostenere gli alti costi dovuti all'afflusso di quasi mezzo milione di rifugiati dal Kosovo.

Nel 2006 è iniziata la fase finale per una nuova gara di privatizzazione di TELECOM ALBANIA-ALBTELECOM, impresa statale di telecomunicazione fissa (con le tecnologie di fibra ottica, servizi ADSL e una licenza integrata di rilancio per un Operatore Mobile GSM). Altre imprese statali sono nella fase di privatizzazione: INSIG (l'Istituto Nazionale delle Assigurazioni), il settore distribuzione della KESH (la Compagnia Corporate Albanese per l'Energia Elettrica) e Albpetrol.

Attualmente l'Albania è sottoposta ad un intensivo regime di ristrutturazione macroeconomica sotto la sorveglianza del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, in collaborazione per la politica monetaria con la Banca d'Albania (Banca Centrale dello stato Albanese). Esiste una profonda necessità di riforme, che riguarda tutti i settori dell'economia reale, ma la possibilità di attuarle è limitata da una scarsa capacità amministrativa e da bassi livelli di reddito, che rendono la popolazione particolarmente vulnerabile alla disoccupazione ed alla fluttuazione dei prezzi.

L'economia continua ad essere sostenuta dalle rimesse di immigrati di un miliardo di euro all'anno, poiché circa il 20% della forza lavoro opera all'estero, soprattutto in Italia e in Grecia. Queste rimesse sostengono il PIL ed aiutano a mitigare il notevole deficit della bilancia dei pagamenti.

Gran parte delle terre agricole, privatizzate nel 1992 dai governi post-comunisti attraverso una diffusa distribuzione sociale senza obblighi finanziari (che aveva dato luogo a mini-fattorie della piccola proprietà contadina), negli ultimi anni registrano comunque redditi in aumento.

Investimenti esteri su larga scala sono tuttavia ancora ostacolati dalla mancanza di infrastrutture pubbliche e sociali, a cui si aggiungono:

* la ridotta capacità delle autorità fiscali ad esercitare un'adeguata vigilanza sul sistema bancario e tributario specialmente su settore agricolo e sulla proprietà immobiliare nella zona rurale, per i motivi politici elettorali;

* l'assenza nella Borsa di Tirana di una banca dati contenente informazioni certe dei titoli sulla proprietà mobiliare e immobiliare da parte di persone fisiche o/e giuridiche private, degli enti statali e pubblici, nonché sulla proprietà privata, di imprese agricole, agro-industriali, industriali, commerciali di export-import e dei servizi;

* l'assenza di una legislazione nazionale e strutture di vigilanza di diritto sulla difesa della proprietà industriale e intellettuale;

* la mancanza di legislazione adeguata e di un appropriato sistema fiscale riguardo ai contratti ancora non strutturati.

Il paese è purtoppo attualmente investito dalla più grave crisi energetica degli ultimi decenni.

Il livello della produzione industriale nazionale, ancora limitato per lo sviluppo dell'economia reale e del PIL, lascia ampie opportunità agli investitori privati albanesi e stranieri per eventuali partnership.

La Confindustria Albanese (Konfindustria Shqiptare) ha sviluppato studi e ricerche nel campo dell'ingegneria industriale per lo sviluppo dei progetti di lungo termine in partenariati con la Confindustria Italiana e con le corrispondenti organizzazioni dei paesi più industrializati dell'Europa Occidentale, interessate a stabilire nuove unità industriali produttive, sviluppate con il supporto finanziario dei grandi gruppi privati bancari e delle fondazioni industriali europee. Questo processo apre importanti prospettive rivolte ai mercati regionali dell'Europa sudorientale, su cui possono trovare spazio tanto i prodotti industriali e agro-industriali europei, quanto quelli agricoli bio-organici naturali albanesi, come frutta, ortaggi e verdura fresca prodotte da agricoltori diretti e certificati dalla Associazione Albanese dell'Agricoltura Biologica, con ICEA Italia, "FiBL/IMO" Svizzera ed "Ecocert" France, secondo gli standard dell'Unione Europea.

Il mercato albanese costituisce anche elemento di attrazione sia per le grandi distribuzioni (iper- e supermercati: nuova apertura a Tirana -agosto 2006- del Consorzium Sociale di distribuzione italiana CONAD ADRIATICA e francese-albanese EUROMAX), con un target ad alto potere d'acquisto verso i grandi marchi registrati italiani e dell'Europa occidentale, sia per i discount, con un target di basso potere d'acquisto dei prodotti senza costi agguntivi di Marketing e Comunicazione Pubblicitària.

Le opportunità economiche imprenditoriali includono la creazione delle società miste o/e di consorzi con le medie e grandi aziende familiari albanesi (è importante dalla storia nazionale socioeconomica di Albania, di conservare l'identita nazionale e l'eredita degli albanesi sulla proprietà privata delle terre agricole), e/o in affito direttamente con i proprietari delle terre agricole, secondo la secolare tradizione economica albanese, italiana e europea. Tali aziende agricole, agro-industriali ed agrituristiche, oggi nel anno 2006, con la nuova legge per lo sviluppo della dimensione di proprietà privata in Albania sono in fase di sviluppo in linea con la media Europea, che lo permette per possedere una proprietà privata da 40 fino a 100 ettari.

Il turismo è una risorsa in crescita, con la creazione delle agenzie private turistiche albanesi e straniere, e si concentra sulla costa adriatica dal nord e sulla riviera ionica, in particolare grazie alla presenza di turisti kosovari e macedoni.

<è> Il sistema produttivo del paese ha un livello di esportazione minimo e importa molti prodotti industriali, dalle materie prime ai prodotti di largo consumo. Il rapporto export/import è di 1/7 ed è costituito soprattutto da merci provenienti da Italia, Grecia, Macedonia e Turchia. Oltre che con le rimesse degli emigrati (che ammontano a quasi un miliardo di euro l'anno), le importazioni vengono finanziate grazie agli aiuti allo sviluppo ricevuti da alcuni paesi donatori (fra i quali Italia, Germania, Austria, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Giappone, Israele, USA, Canada, Turchia, Arabia Saudita e Kuwait) e tramite gli investimenti diretti esteri.

 

Bandiera Albania

Albania

  • Superficie: 3370113
  • Capitale: Tirana
  • Lingua: Albanese
  • Ordinamento: Repubblica parlamentare
  • Prefisso telefonico: Albania
  • Targa: AL
  • Moneta: Lek

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